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Corse nella Storia

Esattamente come accade per i Malandrini vi sono tante altre persone a giro per il nostro stivale che cercano di valorizzare il proprio territorio e le proprie tradizioni attraverso il Trail Running. Ecco di seguito una lista (non esaustiva) di amici che condividono i nostri stessi principi

 

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dpapDA PIAZZA A PIAZZA

sebbene non si tratti di una gara agonistica lo spirito che anima il "Da Piazza a Piazza" rappresenta lo spirito con cui noi Malandrini ci siamo avvicinati al Trail. Bisboccia, corsa in allegria, terzi tempi e tanto tanto amore per il nostro bellissimo appennino che in ogni stagione regala immagini stupende sempre diverse. Ma il DPAP è anche un'occasione unica per percorrere la Linea Gotica dove si sono svolte tante e sanguinose battaglie a colpi di arma da fuoco durante la seconda guerra mondiale tra i partigiani ed i tedeschi. La Memoria è il nostro più grande bagaglio.

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tawTHE ABBOTS WAY

non poteva certo mancare la corsa organizzata dai nostri amici “lupi d’Appennino”. Se volete vivere un’avventura lunga due giorni non potete farvi mancare i 125 km che, attraverso boschi, fiumi e castelli portano i temerari ad affrontare questo lungo percorso tra le strade che nei secoli andati erano percorsi dagli Abati. Pontremoli, Bardi e Bobbio le tappe di questo stupendo viaggio.

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traileroiTRAIL DEGLI EROI

46 km e 2900 MD+ in autosufficienza alimentare immersi nel comprensorio del Grappa, tra ripidi sentieri, panorami mozzafiato e vecchie trincee.
Una corsa nella memoria e nella storia del nostro paese attraverso quei luoghi che sono stati teatro di entrambe le Grandi Guerre e che hanno segnato il destino dell’Italia e quello di centinaia di uomini.
Teatro di scontri decisivi nel corso della Prima Guerra Mondiale e protagonista della resistenza durante la Seconda, il Monte Grappa è conosciuto da molti per il grande Sacrario militare che ne occupa la Cima e che ospita i resti di 12.000 soldati austroungarici. Durante la Prima Guerra Mondiale, dopo la sconfitta italiana di Caporetto, la cima diventò il perno della difesa italiana, tanto che gli austriaci tentarono più volte di conquistarla, per poi avere accesso alla Pianura Veneta. Costruendo caverne di roccia e postazioni fisse di artiglieria, dalla cima gli italiani dominavano e tenevano sotto controllo il fronte.
Nella Seconda Guerra Mondiale il Grappa divenne invece rifugio delle formazioni partigiane. Proprio qui tra il 25 e il 26 settembre 1944 venne effettuato un sanguinoso rastrellamento da parte dei nazi-fascisti fedeli alla Repubblica di Salò che si concluse con l’esposizione di 31 corpi di giovani partigiani impiccati pubblicamente nella vicina Bassano del Grappa.
L’itinerario, di corsa, segue tutti i principali crinali della Cima Grappa ricalcando, dove possibile, i tratti di trincea della Grande Guerra e l’alta via degli Eroi. Un’occasione unica per trovarsi faccia a faccia con la storia.

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ecociminiECOMARATONA DEI MONTI CIMINI

Il distretto territoriale compreso nell’incantevole scenario naturalistico dell'apparato vulcanico Cimino tra i centri di Viterbo, S. Martino e Vetralla, scandito dai picchi elevati del Monte Cimino, del monte Fogliano, dal recinto craterico del lago di Vico, che orla con altitudine media dell'ordine di 900 m. s.l.m. il picco centrale di monte Venere, è caratterizzato da una straordinaria densità di insediamenti antropici preistorici e protostorici fioriti su antichissimi percorsi di crinale, frequentati fin dal paleolitico, colleganti quest’area alle regioni egeo-anatoliche. Alle prime pionieristiche scoperte realizzate alla fine dell’Ottocento da Adolfo Cozza e Angelo Pasqui, che individuarono sulle pendici del Cimino un vero e proprio castelliere fortificato risalente all’età del Bronzo, sono seguite in questi ultimi decenni una serie notevole di rinvenimenti interessanti le alture di Monte Pizzo, La Palanzana, Monte Fogliano e Monte Venere. La grande messe di ritrovamenti di insediamenti d’altura con forti tracce di fortificazione ha portato vari studiosi, tra questi uno dei più raffinati e profondi conoscitori dei fenomeni antropici preistorici e protostorici, il prof. Francesco Di Gennaro, ad avanzare l’ipotesi che queste comunità, molto aggressive, fossero fortemente legate ad un modello economico basato sulla razzia. Questo distretto diviene strategico in epoca romana in relazione al progressivo espandersi di Roma verso l’Etruria interna; con la tarda antichità perde notevolmente di importanza e subisce un processo di decadenza che culmina nel tempo delle invasioni barbariche. La sua ripresa è segnata dalla nascita del Patrimonium Beati Petri nei decenni a cavallo tra XII e XIII secolo, all’ombra della straordinaria affermazione del Castrum Viterbii che diviene Civitas e sede vescovile.

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